Quella vissuta domenica è stata un'esperienza del tutto nuova, ha significato guardare il trail da un nuovo punto di vista. In pratica, a causa del mio infortunio che mi ha impedito di partecipare correndo, ho deciso di essere comunque presente allestendo un ristoro a sorpresa al ventesimo chilometro circa. Mi ero organizzato con Leonardo "Biso", l'organizzatore, perché mi indicasse un punto dove organizzare il ristoro, senza ovviamente svelare la cosa agli altri partecipanti.
TA DEL MUGELLO...Io non c'ero (ma ero li...!)
Quella vissuta domenica è stata un'esperienza del tutto nuova, ha significato guardare il trail da un nuovo punto di vista. In pratica, a causa del mio infortunio che mi ha impedito di partecipare correndo, ho deciso di essere comunque presente allestendo un ristoro a sorpresa al ventesimo chilometro circa. Mi ero organizzato con Leonardo "Biso", l'organizzatore, perché mi indicasse un punto dove organizzare il ristoro, senza ovviamente svelare la cosa agli altri partecipanti.
C.A.P. Condimento Alternativo per Pinzimonio
Ecco una ricettina veloce veloce per non affogare il nostro pinzimonio dentro una pozza d'olio.
Sappiamo che l'olio extra vergine d'oliva è un toccasana per la nostra salute ma meglio non esagerare e riservarci la possibilità nello stesso pasto, di poterlo usare contemporaneamente in più piatti.
Ecco la ricetta.
Sappiamo che l'olio extra vergine d'oliva è un toccasana per la nostra salute ma meglio non esagerare e riservarci la possibilità nello stesso pasto, di poterlo usare contemporaneamente in più piatti.
Ecco la ricetta.
CHE STRESS...la frattura da stress!
CI RISIAMO...
Fermo per l'ennesima volta a causa di una frattura da stress che si è formata piano piano e in maniera subdola, al punto da trarre in inganno sia il medico sportivo, sia il fisioterapista.
Questa è infatti la caratteristica di questo tipo di infortunio: da quello che è emerso da una ricerca sull'argomento effettuata in internet, tali manifestazioni sono caratterizzate da un excursus molto articolato che permette solo dopo parecchio tempo,di giungere ad una diagnosi abbastanza precisa anche in presenza di esami che danno riscontro negativo.
Fermo per l'ennesima volta a causa di una frattura da stress che si è formata piano piano e in maniera subdola, al punto da trarre in inganno sia il medico sportivo, sia il fisioterapista.
Questa è infatti la caratteristica di questo tipo di infortunio: da quello che è emerso da una ricerca sull'argomento effettuata in internet, tali manifestazioni sono caratterizzate da un excursus molto articolato che permette solo dopo parecchio tempo,di giungere ad una diagnosi abbastanza precisa anche in presenza di esami che danno riscontro negativo.
Vivi in bici!
Consuetudine questa che si rinnova ormai da circa 4 mesi, da quando cioè, complice l'ennesimo infortunio, per mantenere la forma ho cominciato ad usare la bicicletta per spostarmi da casa al lavoro.
Ho la fortuna di avere l'ufficio vicino a casa, ma il mio lavoro mi porta spesso ad uscire per visitare i clienti e questo è sempre stato un (falso) deterrente per convertire definitivamente , la mia mobilità da motorizzata a ciclabile.
TA VENEZIA , il trail dei sorrisi
Sono passati due giorni dal mio rientro dal trail autogestito svoltosi a Venezia il 31 gennaio scorso, ma solo ora trovo il tempo per fermare le mie impressioni da dedicare a questo evento che resterà per sempre come uno dei miei ricordi personali più belli.
Come si intuisce dal titolo, questo è stato il trail del sorriso. E si capisce subito il perchè dell'appellativo, guardando le foto che da 48 ore si rincorrono nei vari siti e blog vari dedicati all'argomento.
Infatti questo TA, magnificamente organizzato dagli amici veneziani con Kapobecero/Cristiano in cabina di regia, ha regalato emozioni continue e senza sosta, che rinnovandosi ad ogni passo di corsa, hanno finito per tenere tutti i partecipanti a bocca aperta, non solo per il fiatone ma soprattutto per la felicità che questa corsa ha saputo trasmettere a tutti noi.
E infatti una trentina di facce allegre (più una nutrita schiera di partecipanti non correnti) ha tagliato in lungo ed in largo Calli e Campi veneziani, alla scoperta di ogni più recondito angolo di questa inimitabile città.
Certo che Venezia ha un richiamo particolare e riesce ad attirare a se anche un trailer abituato a percorrere "altre vie". Questa non è una città qualsiasi ma un luogo che va oltre gli schemi: condivide con il sentiero l'assenza di auto, è tutta in pianura ma il continuo saliscendi per i ponti alla fine si fa sentire, non ha rocce e sassi ma correre sui "masegni"...lascia i segni!
Insomma tralasciando tutti il luoghi comuni su Venezia, quella organizzata domenica, è stata non solo una corsa ma un'esperienza di vita che ci ha fatto ritrovare con amici vecchi e nuovi del forum, giornate come questa fanno bene allo spirito soprattutto a quello Trail.
P.S. Ringrazio tutti organizzatori e partecipanti, perchè ognuno di loro ha contribuito alla riuscita di questa giornata, (non cito i nomi perchè rischierei di escludere qualcuno e questo mi dispiacerebbe).
Vi invito a ripetere anche il prossimo anno: queste ripetute si fanno volentieri, io mi prenoto fin da adesso.
Come si intuisce dal titolo, questo è stato il trail del sorriso. E si capisce subito il perchè dell'appellativo, guardando le foto che da 48 ore si rincorrono nei vari siti e blog vari dedicati all'argomento.
Infatti questo TA, magnificamente organizzato dagli amici veneziani con Kapobecero/Cristiano in cabina di regia, ha regalato emozioni continue e senza sosta, che rinnovandosi ad ogni passo di corsa, hanno finito per tenere tutti i partecipanti a bocca aperta, non solo per il fiatone ma soprattutto per la felicità che questa corsa ha saputo trasmettere a tutti noi.
E infatti una trentina di facce allegre (più una nutrita schiera di partecipanti non correnti) ha tagliato in lungo ed in largo Calli e Campi veneziani, alla scoperta di ogni più recondito angolo di questa inimitabile città.
Certo che Venezia ha un richiamo particolare e riesce ad attirare a se anche un trailer abituato a percorrere "altre vie". Questa non è una città qualsiasi ma un luogo che va oltre gli schemi: condivide con il sentiero l'assenza di auto, è tutta in pianura ma il continuo saliscendi per i ponti alla fine si fa sentire, non ha rocce e sassi ma correre sui "masegni"...lascia i segni!
Insomma tralasciando tutti il luoghi comuni su Venezia, quella organizzata domenica, è stata non solo una corsa ma un'esperienza di vita che ci ha fatto ritrovare con amici vecchi e nuovi del forum, giornate come questa fanno bene allo spirito soprattutto a quello Trail.
P.S. Ringrazio tutti organizzatori e partecipanti, perchè ognuno di loro ha contribuito alla riuscita di questa giornata, (non cito i nomi perchè rischierei di escludere qualcuno e questo mi dispiacerebbe).
Vi invito a ripetere anche il prossimo anno: queste ripetute si fanno volentieri, io mi prenoto fin da adesso.
Un week end mooolto ricco!
Eh si proprio così, questo ultimo weekend è stato davvero ricco di eventi legati alla corsa e al trail in particolare.
Le giornate di sabato e domenica mi hanno visto infatti partecipare a due trail autogestiti che mi hanno portato a scoprire zone così vicine a casa ma anche così sconosciute e nuove. Sabato è stata una prova generale del percorso del Trail del Montalbano che si disputerà a Novembre e che ha visto partecipare un bel gruppo di trailer toscani, domenica invece ci siamo lanciati con il Kappadocio e Federico sui sentieri dello Javello sopra Prato, in un ambiente tipicamente montano con ripide salite, cime innevate e discese a rotta di collo.
Ma andiamo con ordine nel raccontare questi quasi 40 km di sentieri.
(Prendo in prestito le immagini di Gaggio e Kappadocio ringraziandoli per la collaborazione)
Le giornate di sabato e domenica mi hanno visto infatti partecipare a due trail autogestiti che mi hanno portato a scoprire zone così vicine a casa ma anche così sconosciute e nuove. Sabato è stata una prova generale del percorso del Trail del Montalbano che si disputerà a Novembre e che ha visto partecipare un bel gruppo di trailer toscani, domenica invece ci siamo lanciati con il Kappadocio e Federico sui sentieri dello Javello sopra Prato, in un ambiente tipicamente montano con ripide salite, cime innevate e discese a rotta di collo.
Ma andiamo con ordine nel raccontare questi quasi 40 km di sentieri.
(Prendo in prestito le immagini di Gaggio e Kappadocio ringraziandoli per la collaborazione)
Trail del Poggiolo (capitale di Fangopoli)
Sono già passati diversi giorni da questo evento ma l'emozione di aver vissuto e condiviso con altri trailer questa esperienza, rende sempre viva dentro di me questa giornata, iniziata in modo speciale, complice una scioccante sveglia caricata alla 4,30 del mattino
Il ritrovo con i miei compagni di avventura è infatti, alle 5,30 vicino al casello Autostradale e con le membra ancora assopite e infreddolite, ci apprestiamo a condividere il nostro car sharing, alla volta di Casole Valsenio, in terra romagnola (provincia di Ravenna), non lontano da Imola.
A causa degli incessanti e preoccupanti allarmi meteo, decidiamo di raggiungere la località via autostrada, scelta che, pur rivelandosi inutile per la sovrastima degli effetti meteo, ci ha permesso di viaggiare comodi e tranquilli fin quasi a destinazione. Infatti, gira che ti rigira, raggiungiamo la frazione di Casole Valsenio e da qui, dopo aver affrontato una strada tortuosa, ripida e dimenticata dal tempo, ci ritroviamo al Poggiolo sede del Trail.
Il luogo è variamente frequentato da una chiassosa moltitudine di frequentatori che sfoggiano colorite divise da trail running e maculati completi da cacciatore. Infatti in concomitanza con la nostra corsa, si svolge un'articolata caccia al cinghiale con attrezzato ed multiforme seguito.
Finalmente giungiamo in zona partenza ed espletiamo l'ultimazione dell'iscrizione. Qui ci incontriamo con altri nostri amici trailer (miticojane, gianforc, helios, robychao e altri ancora) provenienti da varie zone d'Italia, tutti uniti sotto la grande bandiera di Spirito Trail. Scoprirò il giorno dopo leggendo nel forum che erano presenti anche altri spiriti e peccato non averli riconosciuti subito.
Il freddo comunque impone un ricco caffè caldo e ricco di miele (mi piace "doparmi" ogni tanto)...e mentre cerchiamo un posto per cambiarci, non ci rendiamo ancora conto che le pozze di fango esistenti alla partenza saranno solo il presagio di quelle che incontreremo nel nostro cammino.
Ore 9 partenza!...Oh no!! Mi accorgo solo ora di aver lasciato i "bacchi" per correre, nell'auto rimasta a Firenze...! Non che ami particolarmente correre con il loro ausilio ma, visto i recenti infortuni, mi sarebbero stati utili per distribuire meglio il carico e non solo.
Come già anticipato infatti, il fango sarebbe stato compagno fedele ed immancabile per tutto il tragitto e più di una volta infatti, mi sono trovato in difficoltà in alcuni punti particolarmente insidiosi.
Comunque bacchi o no bacchi, siamo in gioco, anzi in corsa e bisogna correre. E che corsa ragazzi! Un contimuo ed incessante susseguirsi di mangia e bevi con ripide salite ed altrettanto ripide discese, in un ambiente appenninico tipico romagnolo, caratterizzato dalla presenza dolce e nervosa di calanchi e arenaria, single track agili e guizzanti, prati scoscesi e stradelli di antica memoria, costellati qua e la dai resti di vestigia dimenticate a testimoniare un passato ricco di attività legate alla terra, ma ormai irrimediabilmente perduto.
A metà percorso la fatica si fa sentire, il continuo saliscendi reso ancora più duro dal fango presente in ogni declinazione, comincia a presentare il conto. Corro insieme a Gaggio mentre il nostro ritmo incessantemente cala a livelli paurosi di bradipismo galoppante (l'unica cosa che galoppa in questo momento).
Ma la gioia che ci riempie gli occhi ad ogni nuovo angolo raggiunto, ci fa sentire meno la fatica e l'accumulo di acido lattico. Inoltre le nostre impressioni e la voglia di divertimento si incontrano e si uniscono a quelle di altri trailer e, non mi stancherò mai di dirlo, grazie a questo sport avvicinarsi alla natura è anche un modo per avvicinarsi alla natura dell'uomo. Solo qui infatti ci si ferma se qualcuno è in difficoltà, solo qui ci si sente tutti insieme, consapevoli che in qualsiasi momento puoi contare su chi ti sta intorno per un aiuto, una battuta, un goccio d'acqua.
E proprio grazie ad un goccio d'acqua, che mi ritrovo a fare da ristoro volante per una ragazza in preda ai crampi. Poi la corsa ricomincia (ma sarebbe meglio definirla andatura del briaco) con i piedi che si ritrovano costantemente a pattinare nel fango, elemento questo che renderà un'esperienza mistica l'ascesa al Monte Cece. Ho ancora negli occhi e nelle orecchie il ripidissimo e scivolosissimo sentiero fangoso e le imprecazioni degli altri concorrenti. Il duro e continuo arrancare lungo questa salita, al ritmo di un passo avanti e due indietro, mi rende consapevole dell'esistenza della teoria del "Fondo della Pentola" che ti porta a cercare (e trovare) energie insperate e provvidenziali.
Siamo a circa 2/3 del tragitto. Insieme a Gaggio siamo provati ed esausti ma ancora con la voglia di divertimento. Trotterello con passo incerto e stanco mentre mi ritrovo a fare i conti con i crampi, ad un tratto intravvedo in mezzo alla vegetazione l'arco dell'arrivo, mancheranno si e no uno o due chilometri che sembrano non finire mai. Poi finalmente l'arrivo che taglio insieme al mio compagno di merende e che verrà immortalato da miticojane in una foto nella quale sembriamo due reduci dopo una notte brava in osteria!
A questo punto scatta una fame assassina che mi fa saltare ogni programma.
Mi infilo direttamente al Pasta party e senza passare dal via, trangugio in pochi secondi un piatto di pasta e un piatto misto e ricco di affettati e formaggi. Poi il resto è la solita routine del dopo gara, la doccia, i saluti, il viaggio di ritorno.
Metto in saccoccia questo primo trail ufficiale del 2010, sono stanco morto ma soddisfatto. Sono riuscito a finire questa corsa nonostante la condizione fisica sia ancora precaria e la preparazione ancora lontana dagli schemi prefissati. Ma non importa, se correre significa anche tener lontani i pensieri amari e le preoccupazioni, allora bene vengano di queste giornate che sono come medicine naturali da prendersi senza ricetta e senza controindicazioni. Anzi l'unica controindicazione è che possono causare dipendenza la quale può spingerti a cercare un sentiero e una traccia anche in mezzo ad un centro storico e non sempre ci riesci...!
Il ritrovo con i miei compagni di avventura è infatti, alle 5,30 vicino al casello Autostradale e con le membra ancora assopite e infreddolite, ci apprestiamo a condividere il nostro car sharing, alla volta di Casole Valsenio, in terra romagnola (provincia di Ravenna), non lontano da Imola.
A causa degli incessanti e preoccupanti allarmi meteo, decidiamo di raggiungere la località via autostrada, scelta che, pur rivelandosi inutile per la sovrastima degli effetti meteo, ci ha permesso di viaggiare comodi e tranquilli fin quasi a destinazione. Infatti, gira che ti rigira, raggiungiamo la frazione di Casole Valsenio e da qui, dopo aver affrontato una strada tortuosa, ripida e dimenticata dal tempo, ci ritroviamo al Poggiolo sede del Trail.
Il luogo è variamente frequentato da una chiassosa moltitudine di frequentatori che sfoggiano colorite divise da trail running e maculati completi da cacciatore. Infatti in concomitanza con la nostra corsa, si svolge un'articolata caccia al cinghiale con attrezzato ed multiforme seguito.
Finalmente giungiamo in zona partenza ed espletiamo l'ultimazione dell'iscrizione. Qui ci incontriamo con altri nostri amici trailer (miticojane, gianforc, helios, robychao e altri ancora) provenienti da varie zone d'Italia, tutti uniti sotto la grande bandiera di Spirito Trail. Scoprirò il giorno dopo leggendo nel forum che erano presenti anche altri spiriti e peccato non averli riconosciuti subito.
Il freddo comunque impone un ricco caffè caldo e ricco di miele (mi piace "doparmi" ogni tanto)...e mentre cerchiamo un posto per cambiarci, non ci rendiamo ancora conto che le pozze di fango esistenti alla partenza saranno solo il presagio di quelle che incontreremo nel nostro cammino.
Ore 9 partenza!...Oh no!! Mi accorgo solo ora di aver lasciato i "bacchi" per correre, nell'auto rimasta a Firenze...! Non che ami particolarmente correre con il loro ausilio ma, visto i recenti infortuni, mi sarebbero stati utili per distribuire meglio il carico e non solo.
Come già anticipato infatti, il fango sarebbe stato compagno fedele ed immancabile per tutto il tragitto e più di una volta infatti, mi sono trovato in difficoltà in alcuni punti particolarmente insidiosi.
Comunque bacchi o no bacchi, siamo in gioco, anzi in corsa e bisogna correre. E che corsa ragazzi! Un contimuo ed incessante susseguirsi di mangia e bevi con ripide salite ed altrettanto ripide discese, in un ambiente appenninico tipico romagnolo, caratterizzato dalla presenza dolce e nervosa di calanchi e arenaria, single track agili e guizzanti, prati scoscesi e stradelli di antica memoria, costellati qua e la dai resti di vestigia dimenticate a testimoniare un passato ricco di attività legate alla terra, ma ormai irrimediabilmente perduto.
A metà percorso la fatica si fa sentire, il continuo saliscendi reso ancora più duro dal fango presente in ogni declinazione, comincia a presentare il conto. Corro insieme a Gaggio mentre il nostro ritmo incessantemente cala a livelli paurosi di bradipismo galoppante (l'unica cosa che galoppa in questo momento).
Ma la gioia che ci riempie gli occhi ad ogni nuovo angolo raggiunto, ci fa sentire meno la fatica e l'accumulo di acido lattico. Inoltre le nostre impressioni e la voglia di divertimento si incontrano e si uniscono a quelle di altri trailer e, non mi stancherò mai di dirlo, grazie a questo sport avvicinarsi alla natura è anche un modo per avvicinarsi alla natura dell'uomo. Solo qui infatti ci si ferma se qualcuno è in difficoltà, solo qui ci si sente tutti insieme, consapevoli che in qualsiasi momento puoi contare su chi ti sta intorno per un aiuto, una battuta, un goccio d'acqua.
E proprio grazie ad un goccio d'acqua, che mi ritrovo a fare da ristoro volante per una ragazza in preda ai crampi. Poi la corsa ricomincia (ma sarebbe meglio definirla andatura del briaco) con i piedi che si ritrovano costantemente a pattinare nel fango, elemento questo che renderà un'esperienza mistica l'ascesa al Monte Cece. Ho ancora negli occhi e nelle orecchie il ripidissimo e scivolosissimo sentiero fangoso e le imprecazioni degli altri concorrenti. Il duro e continuo arrancare lungo questa salita, al ritmo di un passo avanti e due indietro, mi rende consapevole dell'esistenza della teoria del "Fondo della Pentola" che ti porta a cercare (e trovare) energie insperate e provvidenziali.
Siamo a circa 2/3 del tragitto. Insieme a Gaggio siamo provati ed esausti ma ancora con la voglia di divertimento. Trotterello con passo incerto e stanco mentre mi ritrovo a fare i conti con i crampi, ad un tratto intravvedo in mezzo alla vegetazione l'arco dell'arrivo, mancheranno si e no uno o due chilometri che sembrano non finire mai. Poi finalmente l'arrivo che taglio insieme al mio compagno di merende e che verrà immortalato da miticojane in una foto nella quale sembriamo due reduci dopo una notte brava in osteria!
A questo punto scatta una fame assassina che mi fa saltare ogni programma.
Mi infilo direttamente al Pasta party e senza passare dal via, trangugio in pochi secondi un piatto di pasta e un piatto misto e ricco di affettati e formaggi. Poi il resto è la solita routine del dopo gara, la doccia, i saluti, il viaggio di ritorno.
Metto in saccoccia questo primo trail ufficiale del 2010, sono stanco morto ma soddisfatto. Sono riuscito a finire questa corsa nonostante la condizione fisica sia ancora precaria e la preparazione ancora lontana dagli schemi prefissati. Ma non importa, se correre significa anche tener lontani i pensieri amari e le preoccupazioni, allora bene vengano di queste giornate che sono come medicine naturali da prendersi senza ricetta e senza controindicazioni. Anzi l'unica controindicazione è che possono causare dipendenza la quale può spingerti a cercare un sentiero e una traccia anche in mezzo ad un centro storico e non sempre ci riesci...!
TVB Trail Val di Bisenzio
L'appuntamento con Gaggio è alle 10:30. Lasciamo la mia auto al parcheggio di Maliseti per raggiungere con la sua, la località di Montecuccoli.
Oggi va in scena il TVB Trail Val di Bisenzio, organizzato dal Kappadocio, sulla traccia Montepiano - Prato.
Io, a causa dei miei acciacchi, devo accontentarmi di fare un tratto più breve (breve è un eufemismo per denominare un trail di circa 27 km con più di 1000 mt. di dislivello...). Il resto del gruppo invece si deve sciroppare un tragitto di quasi 40km e + 1700 mt dislivello.
Ed è proprio a Montecuccoli che mi ricongiungerò al gruppo proveniente da Montepiano per proseguire poi tutti insieme fino a Prato sul crinale che divide le due vallate del Bisenzio e del Mugello.
La giornata non è delle migliori ma neanche delle peggiori.
Anzi, visto quello che ha riservato il meteo in questo periodo, possiamo tranquillamente affermare che ci è andata letteralmente di lusso, non solo risparmiandoci pioggia e vento ma regalandoci addiriuttura un tiepido sole che ci ha accompagnato dalla metà del percorso in poi.
L'inizio di questo trail è stato a dir poco memorabile, grazie al ristoro voluto e approntato dal Gaggio, che con fare professionale ha allestito un mini banchetto organizzato di tutto punto addirittura con, (ciliegina sulla torta), una generosa innaffiata di Coca e Rum...!
E così, dopo aver dato fondo alle provviste, ci mettiamo finalmente in viaggio e come piccoli hobbit guadagnamo la traccia nel bosco lasciando scorrere sotto i piedi il fogliame autunnale mescolato alla mota frutto delle recenti piogge. Correre nella mota è una sorta di esperienza zen grazie alla quale prendi consapevolezza della differenza fra il guaio maggiore e il guaio minore. Dapprima ti accontenti di evitarla, poi ti accontenti di non esserci affondato dentro e dopo, quando la mota si mescola allo sterco fresco di cavallo, ti accontenti di aver evitato lo sterco.
Infine, quando ormai hai affondato anche i piedi nello sterco pensi che dopo tutto non è andata poi così male, perchè hai evitato di caderci con la faccia.
Insomma il trail ti riserva sempre il lato migliore della natura...!
E a proposito della natura incontrata durante il nostro viaggio, come possiamo definirla?
Semplicemente esaltante, con il suo continuo variar di paesaggio, dal sentiero sotto bosco, alle radure, alle praterie sommitali, agli scorci di paesaggi sempre vari ed interessanti e che spaziavano dalle Apuane al Falterona. E in mezzo a tutto questo ben di dio, la nostra presenza, i nostri passi, le risate e le nostre parole.
Infine la gioia di lasciarsi andare e correre felici ridendo come pazzi in mezzo all'erba della Calvana.
Questo è il bello del Trail: si finisce per tornare un pò bambini, si riscoprono rumori e sensazioni ormai sopite, dimenticate e offuscate del lento incedere del tempo. Incontriamo cavalli al pascolo, bellissimi e liberi ci guardano e ci studiano mentre ci avviciniamo per carpirne l'essenza. Sfiliamo silenziosi davanti alle poste della caccia al cinghiale, loro, i cacciatori ci guardano fra lo stupito e il divertito, non si capacitano di persone giunte fin quassù semplicemente correndo e per il piacere di farlo.
E durante tutto il tragitto la vista di Prato, la nostra meta, lì a portata di mano e tuttavia sempre irraggiungibile anche quando, giunti alla Retaia, ci sembra quasi di toccarla.
Ma è un'impressione passeggera e ci toccherà sorbirci una lunga discesa, impegnativa, ripida, tecnica e bellissima, che finirà per mettere a dura prova la tenuta fisica, mentale e...le caviglie di tutti noi.
Ormai la stanchezza e i dolori hanno preso il sopravvento ma sono felice per esser riuscito a giungere fino a qua nonostante tutto,anche perchè ancora non sono consapevole che il momento peggiore deve ancora arrivare.
Appena giunti a Prato infatti abbiamo giusto il tempo per tirare un pò il fiato e quando pensi che tutto sia finito, ti aspetta l'ultima asperità della giornata. Una innocua collinetta da passeggiata domenicale, ma che in questo momento per me diventa il K2, la borsite mi presenta il conto, ci si mette pure un principio di vescica sotto l'alluce che mi impedisce di poggiare il piede normalmente, ah già dimenticavo il ginocchio...
Siamo tutti stanchi, ma ancora qualche tratto a corsa cerchiamo di percorrerlo. Anche io ci provo ma chiamare il mio gesto corsa è una parola troppo grossa.
Decido di tirare i remi in barca proprio all'ingresso del Parco di Galceti, richiudo i bastoncini e lentamente mi avvicino alle macchine dove incontro gli altri per il terzo tempo.
Pandoro e spumante per tutti, mentre i trabiccoli elettronici sentenziano 39km e 1650+ per la lunga e 27 km per la breve!
Insomma metto in cascina anche questa esperienza e ne traggo sensazioni tutto sommato positive per quanto riguarda la mia tenuta e sicuramente entusiasmanti per questo trail autogestito e per l'ottima compagnia.
Adesso lavo le scarpe dal fango e dallo...sterco, sapete com'è: non vorrei si sciupassero!
Oggi va in scena il TVB Trail Val di Bisenzio, organizzato dal Kappadocio, sulla traccia Montepiano - Prato.
Io, a causa dei miei acciacchi, devo accontentarmi di fare un tratto più breve (breve è un eufemismo per denominare un trail di circa 27 km con più di 1000 mt. di dislivello...). Il resto del gruppo invece si deve sciroppare un tragitto di quasi 40km e + 1700 mt dislivello.
Ed è proprio a Montecuccoli che mi ricongiungerò al gruppo proveniente da Montepiano per proseguire poi tutti insieme fino a Prato sul crinale che divide le due vallate del Bisenzio e del Mugello.
La giornata non è delle migliori ma neanche delle peggiori.
Anzi, visto quello che ha riservato il meteo in questo periodo, possiamo tranquillamente affermare che ci è andata letteralmente di lusso, non solo risparmiandoci pioggia e vento ma regalandoci addiriuttura un tiepido sole che ci ha accompagnato dalla metà del percorso in poi.
L'inizio di questo trail è stato a dir poco memorabile, grazie al ristoro voluto e approntato dal Gaggio, che con fare professionale ha allestito un mini banchetto organizzato di tutto punto addirittura con, (ciliegina sulla torta), una generosa innaffiata di Coca e Rum...!
E così, dopo aver dato fondo alle provviste, ci mettiamo finalmente in viaggio e come piccoli hobbit guadagnamo la traccia nel bosco lasciando scorrere sotto i piedi il fogliame autunnale mescolato alla mota frutto delle recenti piogge. Correre nella mota è una sorta di esperienza zen grazie alla quale prendi consapevolezza della differenza fra il guaio maggiore e il guaio minore. Dapprima ti accontenti di evitarla, poi ti accontenti di non esserci affondato dentro e dopo, quando la mota si mescola allo sterco fresco di cavallo, ti accontenti di aver evitato lo sterco.
Infine, quando ormai hai affondato anche i piedi nello sterco pensi che dopo tutto non è andata poi così male, perchè hai evitato di caderci con la faccia.
Insomma il trail ti riserva sempre il lato migliore della natura...!
E a proposito della natura incontrata durante il nostro viaggio, come possiamo definirla?
Semplicemente esaltante, con il suo continuo variar di paesaggio, dal sentiero sotto bosco, alle radure, alle praterie sommitali, agli scorci di paesaggi sempre vari ed interessanti e che spaziavano dalle Apuane al Falterona. E in mezzo a tutto questo ben di dio, la nostra presenza, i nostri passi, le risate e le nostre parole.
Infine la gioia di lasciarsi andare e correre felici ridendo come pazzi in mezzo all'erba della Calvana.
Questo è il bello del Trail: si finisce per tornare un pò bambini, si riscoprono rumori e sensazioni ormai sopite, dimenticate e offuscate del lento incedere del tempo. Incontriamo cavalli al pascolo, bellissimi e liberi ci guardano e ci studiano mentre ci avviciniamo per carpirne l'essenza. Sfiliamo silenziosi davanti alle poste della caccia al cinghiale, loro, i cacciatori ci guardano fra lo stupito e il divertito, non si capacitano di persone giunte fin quassù semplicemente correndo e per il piacere di farlo.
E durante tutto il tragitto la vista di Prato, la nostra meta, lì a portata di mano e tuttavia sempre irraggiungibile anche quando, giunti alla Retaia, ci sembra quasi di toccarla.
Ma è un'impressione passeggera e ci toccherà sorbirci una lunga discesa, impegnativa, ripida, tecnica e bellissima, che finirà per mettere a dura prova la tenuta fisica, mentale e...le caviglie di tutti noi.
Ormai la stanchezza e i dolori hanno preso il sopravvento ma sono felice per esser riuscito a giungere fino a qua nonostante tutto,anche perchè ancora non sono consapevole che il momento peggiore deve ancora arrivare.
Appena giunti a Prato infatti abbiamo giusto il tempo per tirare un pò il fiato e quando pensi che tutto sia finito, ti aspetta l'ultima asperità della giornata. Una innocua collinetta da passeggiata domenicale, ma che in questo momento per me diventa il K2, la borsite mi presenta il conto, ci si mette pure un principio di vescica sotto l'alluce che mi impedisce di poggiare il piede normalmente, ah già dimenticavo il ginocchio...
Siamo tutti stanchi, ma ancora qualche tratto a corsa cerchiamo di percorrerlo. Anche io ci provo ma chiamare il mio gesto corsa è una parola troppo grossa.
Decido di tirare i remi in barca proprio all'ingresso del Parco di Galceti, richiudo i bastoncini e lentamente mi avvicino alle macchine dove incontro gli altri per il terzo tempo.
Pandoro e spumante per tutti, mentre i trabiccoli elettronici sentenziano 39km e 1650+ per la lunga e 27 km per la breve!
Insomma metto in cascina anche questa esperienza e ne traggo sensazioni tutto sommato positive per quanto riguarda la mia tenuta e sicuramente entusiasmanti per questo trail autogestito e per l'ottima compagnia.
Adesso lavo le scarpe dal fango e dallo...sterco, sapete com'è: non vorrei si sciupassero!
TRAIL DEL MONTALBANO
Anche senza correre (o almeno correndo molto poco...) si può passare una bella domenica insieme ai compagni di avventure e di merende!
Sabato e Domenica 19/20 dicembre si è svolta infatti l'edizione numero Zero del Montalbano Trail Marathon >>>
Sabato e Domenica 19/20 dicembre si è svolta infatti l'edizione numero Zero del Montalbano Trail Marathon >>>
NUOVO INFORTUNIO
Mannaggia la miseriaccia, stavolta mentre tutto stava procedendo a gonfie vele e il cross training dava i suoi frutti in termini di tenuta fisica a tutto tondo, ci si sono messe di mezzo le scarpe, le mie amate Saucony.
Purtroppo non si finisce mai di imparare...>>
Purtroppo non si finisce mai di imparare...>>
Iscriviti a:
Post (Atom)

